Premio in Campidoglio

Il 6 febbraio, nella prestigiosa Sala della Protomoteca del Palazzo Senatorio in Roma, ho ricevuto un Premio di riconoscimento per l’attività di comunicazione svolta nell’ambito del Festival Roma-nia, giunto nel 2026 alla sua quarta edizione.

Campidoglio, 6 febbraio 2026 Mihaela Bolog, Miruna Cajvaneanu, Francesca Leoncini, Valerio Casini (Ph. Pietro Di Petrillo)

Il premio è stato consegnato da Mihaela Bolog, fondatrice della Roma nia Academy e del Festival, insieme ai consiglieri capitolini Francesca Leoncini e Valerio Casini, che mi hanno omaggiata con una stampa del Colosseo, simbolo potente di Roma. Un riconoscimento che accolgo con gratitudine e senso di responsabilità.

La storia dietro al Festival e il mio legame con un progetto di successo:

Dal 2023, accanto a professionisti e artisti romeni attivi in diversi Paesi e coordinati da Mihaela Bolog, il Festival ha costruito un brand solido e credibile, capace di attrarre concorrenti di tutte le età provenienti da quasi dieci Paesi. Un progetto che non si è limitato a organizzare un concorso musicale, ma ha creato un ecosistema di crescita artistica non solo in diaspora. Infatti, alcuni giovani talenti lanciati sul palco del Festival sono stati successivamente confermati in competizioni nazionali di rilievo, come The Voice of Italy su Rai 1, dove due ex concorrenti hanno raggiunto la finale nel 2024.

Fin dalla prima edizione, sono stata molto soddisfatta, il Festival ha attirato l’attenzione della stampa italiana, anche a livello nazionale. La fondatrice e il vincitore della prima edizione sono stati ospiti negli studi dell’agenzia di stampa nazionale Dire. Quando un progetto ha visione, qualità e coerenza, i media lo riconoscono, se dietro c’è un buon lavoro di comunicazione.

Cosa fa un responsabile della comunicazione? Come responsabile della comunicazione, ho seguito e costruito la strategia mediatica con un obiettivo preciso: dare visibilità non solo all’evento, ma alla sua missione e ai suoi valori.

Ho curato:

  • la definizione del posizionamento e dell’impatto mediatico;
  • la redazione delle comunicazioni ufficiali e dei comunicati stampa, garantendo coerenza di concept in tutte le fasi del progetto;
  • l’elaborazione dei dati e dei materiali informativi;
  • l’organizzazione e l’intermediazione delle interviste con giurati, ospiti internazionali e protagonisti;
  • il mantenimento di un dialogo costante con colleghi giornalisti in Italia e in Romania;
  • il monitoraggio continuo dell’evoluzione del progetto e delle opportunità di visibilità.

La comunicazione non è un accessorio dell’evento, ma diventa parte importante della sua architettura invisibile.

Nel mio intervento di ringraziamento in Campidoglio ho fatto le mie congratulazioni a Mihaela Bolog per la visione e la determinazione con cui ha guidato il progetto, e ringraziare le autorità italiane presenti.

Ho sottolineato il ruolo fondamentale della comunità romena a Roma, una comunità di oltre 90.000 residenti che contribuisce in modo significativo alla vita sociale, culturale ed economica della Capitale.

Per chi organizza eventi culturali, infine, condivido tre convinzioni maturate sul campo, che magari vi possono risultare utili:

  1. La comunicazione deve partire prima dell’evento e non finire con esso. Si costruisce nel tempo, con continuità e credibilità.
  2. I media non cercano solo notizie, ma storie con impatto umano. I protagonisti fanno la differenza.
  3. Coerenza e dati sono fondamentali: numeri, risultati, follow-up. Il prestigio si consolida quando i successi vengono documentati e raccontati con metodo.


Amo proimuovere i progetti culturali, soprattutto se hanno un respiro internazionale e sociale. Quando un progetto culturale cresce, cresce anche la responsabilità di raccontarlo con professionalità, visione e rispetto per il pubblico che lo sostiene.


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