Strategie comunicative per progetti a impatto sociale e civico
Sono arrivata in Italia nel 1999 con una borsa di studio Erasmus. Come molti “nuovi italiani”, ho attraversato un percorso fatto di integrazione, adattamento e ho incontrato degli stereotipi spesso alimentati da una comunicazione povera o distorta. È in quel contesto che ho compreso quanto la comunicazione non sia solo informazione, ma costruzione di percezioni, relazioni e fiducia.
Da quell’esperienza nasce il mio impegno nel campo civico e del volontariato, e la convinzione che una società fondata sul rispetto reciproco si costruisca anche attraverso un linguaggio corretto, consapevole, capace di ascolto. Una comunicazione che non impone, ma include. Che non semplifica, ma spiega.
Nel mio lavoro ho visto spesso ONG, fondazioni ed enti del terzo settore portare avanti progetti di grande valore sociale, faticando però a renderli visibili, comprensibili e riconoscibili. Non per mancanza di contenuti, ma per una sottovalutazione del ruolo strategico della comunicazione e dei suoi strumenti.
Per questo ho sviluppato strategie comunicative specifiche per il terzo settore, pensate per accompagnare i progetti a impatto sociale nel loro percorso pubblico: dalla definizione del messaggio alla scelta dei canali, dalla relazione con i media alla presenza digitale, fino al dialogo con le istituzioni e le comunità di riferimento.
Il mio obiettivo è aiutare le organizzazioni civiche a raccontare al meglio ciò che fanno, a rafforzare la propria credibilità e a far sì che il loro lavoro produca non solo risultati concreti, ma anche consapevolezza, partecipazione e fiducia.
Perché una comunicazione corretta, quando è parte di un’educazione all’ascolto, può davvero cambiare il modo in cui una società si guarda e si riconosce.